mercoledì 20 gennaio 2016

: La Newsletter di Programma il Futuro - gennaio 2016



La Newsletter di Programma il Futuro - gennaio 2016

 

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Newsletter gennaio 2016

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   In Italia

Con il PNSD (Piano Nazionale della Scuola Digitale) a scuola arrivano anche gli animatori digitali

Nel processo di digitalizzazione della scuola, il PNSD prevede l’intervento degli “animatori digitali”, docenti di ruolo che nell’ambito dei loro istituti avranno il compito di attivarsi con iniziative volte a diffondere la cultura digitale.
Per approfondire:
 

La tecnologia fa bene alla scuola?

In un recente studio, Indire ha analizzato l’impatto della tecnologia sulla didattica osservando 19 scuole che utilizzano le tecnologie nella didattica per almeno la metà delle ore e con almeno l'80% degli studenti dotati di un computer. L’analisi ha evidenziato la forte riduzione di abbandoni e assenze, il notevole miglioramento dei risultati nelle prove INVALSI, l’aumento del numero dei docenti coinvolti nella formazione.
 

L’informatica entusiasma e diverte bambini e parlamentari, chi sarà il più bravo?

 
 

Italia vs RestodelMondo

Anche nel secondo anno del progetto Programma il Futuro, l'Italia è il paese che ha realizzato il maggior numero di eventi nella settimana Hour of Code, subito dopo gli Stati Uniti e distanziando con largo margine tutti gli altri paesi del mondo..

   Nel mondo

Anche negli USA un piano nazionale per la scuola digitale

Gli Stati Uniti, con un appoggio bipartisan e a larghissima maggioranza, hanno approvato l’”Every Student Succeeds Act” (Essa). Questa legge, firmata dal Presidente Obama il 10 dicembre scorso, riconosce l’informatica (computer science) come componente fondamentale per l’educazione scolastica K-12, i 12 anni di educazione dalla prima elementare all’ultimo anno delle superiori.
Per saperne di più leggi l’articolo di Enrico Nardelli, coordinatore del progetto Programma il Futuro.
 

Programmazione come possibile strategia per contrastare il cyberbullismo

Ricerche scientifiche condotte negli Stati Uniti testimoniano che gli adolescenti, pur navigando con disinvoltura, provano anche sentimenti di vergogna, imbarazzo e umiliazione, perfino quando usano la rete per rafforzare legami sociali e partecipare alla vita pubblica.
Insegnare ai bambini a programmare significa favorire la loro capacità di gestire al meglio l’ambiente on line, sperimentare punti di vista differenti, stimolando così la nascita di una nuova cultura dei videogiochi dove le espressioni di odio non rappresentano la norma.
 

Gli ostacoli all’innovazione tecnologica nelle scuole

Il rapporto 2015 State of Education Technology di Education Dive condotta su 150 educatori, presidi e insegnanti statunitensi, ha rilevato che anche in America, considerata il paradiso del digitale e dell’innovazione, quando si tratta di fare i conti con la scuola, l’atteggiamento è poco intraprendente e le barriere non mancano. Tra gli ostacoli: il budget limitato, la formazione inadeguata dei docenti e la loro resistenza al cambiamento, l’infrastruttura digitale poco efficiente. La sfida degli insegnanti americani di adeguarsi al mondo dell’innovazione e del cambiamento non è poi così diversa da quella cui sono chiamati i nostri insegnanti.
 
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